Anche quest'anno si stà consumando na' brutta storia con sta cassa malati...
| Consulenza assicurativa - Cassa malati |
Manca una settimana al termine per poter cambiare cassa malati e magari cercare di risparmiare qualche franchetto. Dovevano diminuire i premi e invece sono aumentati, nella maggior parte dei casi.
Fa bene il Cantone a penalizzare quelle persone che fruiscono della compensazione e rimangono ancorati a casse malati carissime, fuori mercato, ma che furbamente non avvisiano i loro assicurati delle possibilità di risparmio all'interno dei loro gruppi, ci riferiamo a CSS, a Visana, a Helsana e a altre casse. (Noi non ci nascondiamo dietro al generalismo e facciamo i nomi). Forse con questo intento il Cantone vuole stimolare un certo interesse degli assicurati a valutare altre soluzioni più economica, visto che alla fine le paga il Cantone e se torniamo alla coda del gatto le paghiamo noi cittadini. Fanno male i medici, e stranamente escono a pochi giorni dai termini per cambiare, a filosofare sulla soluzione MediCare. Stranamente quando si prospetta un risparmio agli assicurati, i medici generalisti sobbalzano e cercano di evitare che questi risparmi siano direttamente proporzionali ai loro redditi. Allora con i medici bisogna soffermarsi: per evitare dei controlli incrociati sulle proprie prestazioni e fatture, scendono a patti anche con il ''Diavolo''. L'anno scorso li
abbiamo visti in piazza con il MS, con i Savoia, con la lega, con gli estremisti, basta avere visibilità e bloccare ogni modifica che potrebbe ridare generazione e risparmi al sistema e dunque agli assicurati. Per far fronte ai premi delle casse malati, ingiustificatamente alti, è necessario maggior impegno da parte di tutti. Visto che gli assicuratori marciano sul loro binario di una logica contabile perversa, spetta alle autorità intervenire, ai legislatori, ai medici e infine anche agli assicurati. Urge uno sforzo globale di tutti, non a salvaguardia dei propri privilegi, ma cercando di contenere i costi e mettere in campo tutte le misure al fine di ottenere un giusto compromesso tra sanità di eccellenza e impegno finanziario dei singoli. E possiamo anche protarvi un esempio chiaro di come gli assicuratori, in questo caso Assura, ad un nuovo assicurato che si affilia alla LaMal e chiede anche una indennità giornaliera in caso di incapacità lavorativa, la stessa Assura scrive una lettera dicendo che accetta l'assicurato, ma affinché possa avere la sua indennità giornaliera deve sottoscrive anche il contratto di una LCA. Questo modo di agire è, a nostro modo di vedere, al limite del legale e sicuramente poco etico !!! (esempio concreto che nei nostri uffici abbiamo tutta la documentazione). Allora ci troviamo di fronte ad una montagna da scavalcare, che sembra proprio invaricabile per i grandi interessi di alcuni attori: medici in primis, assicuratori, ospedali, personale
sanitario, industrie farmaceutiche e di conseguenza farmacie e via dicendo. Due soli attori subiscono queste invasioni violente: il cantone che deve erogare milioni di franchi per permettere ai cittadini di essere coperto e gli assicurati. E' evidente, che quando in un contratto non tutti i partner coinvolti traggono vantaggi, il contratto stesso deve essere impugnato. Poi le varie soluzioni paventate dai partiti e dai loro politicanti sarebbero tutte da valutare. Siamo comunque stufi di ''cerottare' una Lamal che mostra chiaramente i suoi limiti. E poi ci vuole una grande onestà politica da parte di tutti: è normale che in Ticino esistano almeno 5 ospedali, di cui almeno 3 all'avanguardia? No, non è difendibile se si vuole coerentemente abbattere i costi. Ma è mai possibile che la TAC (costosissime le apparechciature) siano a disposizione in tre ospedali? No !!! Ecco allora invece di gridare al Lupo, i signori politici dovrebbero iniziare a fare pulizia nelle strutture (siamo sovradimensionati) evitando di dover decidere in funzione di non ferire una o l'altra regione, i signori medici dovrebbero iniziare a
comportarsi eticamente in maniera corretta (molti sicuramente lo fanno) evitando doppie analisi e altre ''macchinerie diaboliche'' per poter giustificare i punti sulle loro fatture che sono alla fine ''soldoni''. Noi la ricetta l'abbiamo: senza cambiare nulla ma cercando di far vivere in maniera più salutare le persone, che conseguentemente dovranno ricorrere meno ai medici e alla medicina. Invece di vivere nello stress della città, prendiamo ad esempio Bellinzona (perché se scrivessimo Lugano si comincerebbe a disquisire sopra-sottoceneri), si potrebbe allargarsi e andare a vivere nelle valli, o nelle zone limitrofe ai grandi centri. Si spenderebbe molto meno in affitto o costi ipotecari, si vivrebbe in un contesto a dimensione umana dove i rapporti fra le persone contano ancora, si sarebbe immersi nel verde e conseguentemente si starebbe meglio con se stessi, evitando costi sanitari. Semplice no? Inoltre si aiuterebbero le regioni circostanti ai grandi centri nel combattere l'esodo rurale dei giovani verso i grandi centri e riportare queste regioni ai splendori di una volta. Ma affinché ciò possa avvenire è necessaria la compiacenza e l'impegno delle autorità locali nel promuovere i motivi di questo trasferimento di famiglie. Si può fare se si vuole !!!| < Prec. | Succ. > |
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