Perché è faticoso cambiare abitudini? Si può fare ! di Annamaria Lorefice
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Lugano - Perché è faticoso cambiare abitudini? Si sa, un cambiamento richiede motivazione e sforzo, senza contare che le consuetudini sono spesso comode e piacevoli. Per esempio, c'è chi ama emozionarsi seguendo tutti gli sport in tv, sdraiato sul divano, piuttosto che decidersi a praticarne uno.
Anche per l'alimentazione è così: a dispetto di tutti gli studi medici più recenti, che informano sui danni dell'alimentazione carnivora, gli svizzeri stanno aumentando il consumo di pietanze animali. D'altra parte, perché privarsi dei piaceri della gola? Sono quei pochi piaceri ancora praticabili da tutti e a basso costo.
Perché non gratificarsi con una cotoletta, degli spaghetti allo scoglio, una fetta di torta o un gelato doppia panna? Che sapore squisito... Così, altro esempio, piuttosto che acquistare delle ottime piadine romagnole all'olio d'oliva, un palato abituato agli unti preferisce quelle "originali": "un sapore squisito" che contiene grasso di maiale, lo strutto. Quasi tutti gli alimenti più insospettabili in commercio, nascondono in sé almeno un ingrediente animale. Cosa comporta tutto questo? Pene e scompensi per tutti, come è stato ribadito il 15 ottobre, in un prestigioso convegno che si è svolto a Lugano grazie all'Atra , in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione. Un convegno ad hoc per aiutare a cambiare abitudini. Nell'anfiteatro dell'Università della Svizzera Italiana, ha dapprima parlato e interloquito con il pubblico il dott. Massimo Tettamanti: «Se fino a poco tempo fa – ha detto – di alimentazione Vegan, cioè esclusivamente vegetale, ne parlavano solo gli animalisti, oggi persino le Nazioni Unite invitano a questa scelta alimentare per salvare salute e pianeta». Sono le Nazioni Unite a dire: "Senz'ombra di dubbio il consumo di carne, pesce, latte e latticini, è una delle cause primarie di impatto ambientale, fame nel mondo, inquinamento, effetto serra e spreco di risorse. Uno spostamento verso un'alimentazione Vegan è vitale per il sistema planetario". Tettamanti, responsabile del Centro Internazionale Ecologia della Nutrizione, ha sottolineato che: «Nel mondo, il 66 percento dei territori serve per nutrire gli animali, il 34 per cento per nutrire gli umani. Tutti sono preoccupati del fatto che l'Amazzonia, il polmone verde della Terra, stia sparendo provocando sconvolgimenti climatici. Ci si preoccupa di usare carta riciclata, dato che la produzione di carta impatta sulla deforestazione per il 3 per cento. Quanto impatta l'allevamento dei bovini? Il 60 per cento! Marciare contro la deforestazione e poi mangiare carne è un controsenso. La distruzione dell'Amazzonia parte da noi singoli consumatori».
A chi lo desidera, il dott. Tettamanti fornirà informazioni via mail.
A seguire, ha parlato la medico chirurga (specialista in Scienza dell'Alimentazione presso l'Istituto dei tumori di Milano e al San Raffaele di Milano), Michela De Petris: «Sovrappeso, ipertensione, tumori, sono tutte patologie sulle quali ognuno attivamente può lavorare, modificarne il decorso, prevenirne l'insorgenza e migliorare la prognosi se attivamente cambiamo la nostra alimentazione. La scelta Vegan, per le protezioni che offrono i vegetali, è quella più valida: lo dimostrano tutti i maggiori studi scientifici mondiali – e, ha concluso – cambiare vecchie pietanze con altre buonissime e tutte vegetali è possibile e doveroso».È stata poi la volta del medico chirurgo e pediatra Luciano Proietti: «Perché chiederci ancora come sia possibile privare i bambini della carne? Qui, oggi tra noi è presente un bambino vegano, sano, che non ha mai mangiato carne da quando è nato. Se non fosse possibile sarebbe morto - ha esordito Proietti – se la carne fosse stata indispensabile per l'allevamento del bambino, come adesso purtroppo ancora si sostiene, ci saremmo estinti, perché al contrario dei tempi moderni, non è mai successo nella storia dell'umanità che si mangiasse carne prima dei 5 anni circa. Nonostante queste evidenze, ciascuno di noi ha ricevuto il messaggio che senza carne un bambino non può crescere. In Italia ci sono circa 5000 bimbi cresciuti, e bene, senza averla mai toccata... ».
Infine, un altro tema che, come quelli precedenti, infastidisce gli interessi forti delle multinazionali, ossia l'allattamento al seno. La medico chirurga Luisa Mondo, specialista in Igiene e Medicina preventiva ha ricordato: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento materno. I dati dimostrano che i bambini nutriti con sostituti artificiali si ammalano e muoiono di più di quelli allattati al seno, ovunque nel mondo».Dato che oggi le informazioni sono accessibili a tutti, e scuse non ce ne sono più, restano invece due fattori decisivi che giocano contro gli animali (e contro noi stessi). Il primo è la nostra voglia di gratificarci, qualunque sia il prezzo. Anche se sarà pagato da creature innocenti costrette a subire la barbarie degli allevamenti e della macellazione (basta visitarli, provare per credere), e pagato dalla Terra. Il secondo fattore è composto dagli immensi interessi economici in ballo. Essi si reggono e proliferano contando su disinformazione e cattive abitudini. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte "mangiando bene", per il massimo piacere del palato e della salute, e contenti che il nostro godimento quotidiano non abbia inferto dolore ad altre creature. Si può fare!
Annamaria Lorefice
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