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Non cronaca ma considerazioni su una cittadina ticinese un po' ''sminchiata''
| Di noi - Redazionale |
Se parliamo di rifugiati subito il pensiero scorre sulle vicende della vicino Chiasso, che un po' per grazia ricevuta e un po' per meriti suoi, assurge alle prime pagine di cronaca un giorno si e pure un altro giorno si.
Una capo dicastero che candidamente ha annunciato di non essere mai andata a visitare il centro asilanti, ci ha lasciato di stucco e ci dà l'ennesima dimostrazione di come sia difficile per i politici avere una linea e almeno la correttezza politica del proprio agire. Ma non è qui che vogliamo soffermarci, a Chiasso un altro problema è sorto in maniera violenta: la scuola commerciale. Ritorniamo a ribadire che non facciamo cronaca, per quello tutti abbiamo visto e letto le immagini dello stato fatiscente e dell'impossibilità di conciliare studio e lavori di ristrutturazione. 8 gradi nei corridoio, nella aule a detta degli studenti pocomo meglio, mentre per i docenti tutto a posto. Si è scomodato perfino il Leader Maximo per l'istruzione e ha constatato come tutto fosse nei canoni ideali dell'insegnamento. Dal di fuori, ma poi non così troppo perché qualche telefonatina ci siamo permessi anche noi dal farla, sappiamo per certo che i rumori durante le lezioni disturbano non poco l'apprendimento degli allievi. Il freddo, proprio in un periodo dove la morsa del freddo la fa da padrona, invade sia corridoio che aule, ma sembra, da dichiarazioni che sono gli allievi che devono vestirsi con capi invernali e che durante le lezioni se le ragazze hanno le ballerine, poi è chiaro che abbiano freddo ai piedini. E' il loro direttore che ai microfoni della RSI si è espresso in questi termini. Ci viene da fare una similitudine con quando stà capitando in Italia, dovuto al freddo. Scuole chiuse, treni che non funzionano, spalare la neve un puro dettaglio, ma qui stiamo parlando di una cittadina della Confederazione Elvetica dove tutto dovrebbe funzionare come un orologio ...Svizzero. Mi succede di pensare come se nel nostro ufficio dovessimo andare equipaggiati da alta montagna, con scarponi di montagna ai piedi, pulloverone e giaccone pesante e lavorare in queste condizioni. Tra l'altro sembra che la città di Chiasso per mezzo dei loro amministratori abbiano proposto soluzioni alternative, ma che dal leader Maximo non abbiano neppure ricevuto una risposta. Sembra poi che i lavori di ristrutturazione avrebbero dovuto essere terminati alla fine di gennaio, e invece si protrarranno fino a fine aprile. Si sono mossi sindacati studenti, gruppi e altre associazione per notificare questo disagio, ma sembra che tutto rimanga nel vuoto e assolutamente questi allievi saranno costretti a convivere per tutto l'anno scolastico con questi disagi. Ma allora nell'era dell'informatica non si potrebbe limitare al massimo la presenza in questi stabili e usare la tecnologia per studiare, proprio per permettere ai propri allievi di studiare tra le mura domestiche. Nessuna paura le prove di verifica dimostreranno chi ha studiato e chi ha guardato tutto il giorno la TV. Ma anche in situazioni normali vi sono gli studenti attendi e quelli disattenti. Sarebbe anche una soluzione empiricamente interessante per promuovere anche in futuro un metodo di studio diverso e ringraziamo Chiasso e gli studenti per fare correre il nostro pensiero alel difficoltà (e costi) che hanno gli allievi delle valli quando devono spostarsi per studi superiori o per l'apprendistato. Invece di farli scendere al piano, perché non trovare delle tecnologie, ci sono lo garantiamo, che possano permettere agli apprendisti lo studio da casa senza doversi spostare, con poi alcune riunioni per chiarire alcuni punti. Le imprese stanno già usando questa metodologia, e-lerning, ma con finalità diverse che non condividiamo. Le imprese infatti usano la tecnologia per fare selezione e potersi permettere licenziamenti apparentemente giustificati ma che dal profilo uman oe sociale sono una grande ''porcheria''. Allora che si apprenda dalle aziende, cambiandone le finalità e si cerchi di favorire gli allievi e le famiglie che abitano nelle valli e devono afforntare grandi sforzi sia temporali che finanziari per raggiungere le aule. Noi sappiamo che un apprendista che frequenta Trevano e abita a Campello, deve alzarsi alle 5'30 e arriva a casa verso le ore 19'00, il tutto per presenziare a 6 ore di scuola, che spremendo bene diventano 2 orette intense di apprendimento. Grazie allora a Chiasso, al Leader maximo dell'istruzione che ci hanno permesso di collegare la nsotra presa al pensiero e capire che da un danno, se ne può sempre trarre un beneficio, basta volerlo e cercare le giuste ed eque soluzioni. In fondo i nostri politici sono stati eletti anche per facilitarci la vita stessa !!! (RED/rb)
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Ultimo aggiornamento (Sabato 11 Febbraio 2012 07:50)














